Quarta tappa di questo viaggio. Dopo aver rovistato tra i cimiteri digitali di bozze mai inviate e aver mappato i luoghi della città, dove il desiderio sa farsi spazio nell’architettura, camminando mano nella mano con l’amore sotto i lampioni e le luci dei semafori, lungo i viali quotidiani del non ritorno, ci ritroviamo davanti allo specchio più crudele dell’anno: la primavera.
Ci hanno insegnato che è la stagione del rifiorire, del risveglio dei sensi, del “nuovo inizio” per antonomasia. Eppure, per me e per molti, la primavera è una deflagrazione inaspettata. Gazzelle lo dice con un acronimo carinissimo: LPPBDS.
Che significa che per me, per molti, per molte, è stata la primavera più brutta di sempre? Molto semplicemente che è arrivato il momento in cui certi amori, che hanno resistito al gelo dell'inverno per pura inerzia, decidono di spezzarsi proprio quando fuori tutto sembra tornare in vita. Maledetta Primavera.

Venerdì 2 maggio alle ore 18:00, ci ritroveremo a Porto San Giorgio per un evento che vuole abitare questa contraddizione. Insieme a mio fratello Giovanni Neve, porteremo in piazza uno spettacolo tutto nuovo, che dovrebbe più o meno iniziare così, proprio sulle note di LPPBDS:
“La primavera è arrivata. Quest’anno ha un sapore strano. Ogni fiore nasce da una distanza. Ogni raggio di sole si porta dietro un’assenza. Ho camminato mano nella mano per strade che non conoscevo. Non avevo paura. Avevo promesse. Poi si è fermato tutto. È stata la primavera più brutta. Eppure, nel suo respiro fragile,
è rimasto il desiderio di amare.”
Giovanni canterà Maledette frasi mai dette, Tra Le dune, e Serie A. Poi ci presentiamo. Fratelli, prima ancora che artisti.
Premi Play, Astronavi da crociera, Ciliegi.
Poi insieme: Non è facile, scelta per L’invenzione della neve in concorso al Festival del Cinema di Venezia nel 2023.
…ci siamo sciolti ma non era neve (Giovanni Neve)
Inizio a raccontare il progetto Percydicuore.
Le lettere. Le domande. Le risposte che arrivano quando meno te le aspetti.
Leggo quello che mi avete scritto. Facciamo un gioco.
...E se hai bisogno di me?

Poi altre due domande. Qui ci fermiamo, per fare spazio. Potrete scriverle su un cartellone qui davanti al palco: quella che non avete mai detto, o quella che avreste voluto sentirvi dire.
ma per chi fumi e perché ti hanno vista bere??
Alcune risposte le leggeremo insieme, prendendo spunto anche dalle interazioni alle mie storie su Instagram. Vi ringrazio, perché mi permettono di continuare a riflettere e, in qualche modo, di sentirmi meno solo: aiutando voi, aiuto anche me, per quanto posso. Tra queste, c’è la domanda di una mia ex studentessa, che, in un certo senso, ha dato origine alla scrittura di questo articolo. Una domanda tutt’altro che scontata, che riguarda me, che può riguardare tutti.
“Lui mi manca troppo Prof. Come faccio a riprendermi dalla fine di un amore?”
E io ho provato a rispondere così.

ACCETTARE DI NON ESSERE AMATI È DOLOROSO PER ALCUNI MOTIVI CLASSICI E CHE CONDIVIDIAMO QUASI TUTTI
- DESIDERIAMO SEMPRE CHE L'ALTRO DESIDERI CIÒ CHE VOGLIAMO NOI (in questo caso che desideri amarci)
- INVECE DI GUARDARE AI FATTI INIZIAMO A FARE LE NOSTRE INTERPRETAZIONI. SBAGLIATO
- NOI NON VALIAMO PER LO SGUARDO CHE L'ALTRO HA O NON HA PIÙ SU DI NOI.
- RINUNCIARE ALL'ALTRO CHE NON CI VUOLE PIÙ FA MALE SOPRATTUTTO PERCHÉ CI COSTRINGE A RINUNCIARE AD UN PEZZO DI FUTURO CHE AVEVAMO IMMAGINATO COSTRUIRE PER NOI INSIEME A QUELLA PERSONA.
IL FUTURO VA COSTRUITO O PENSATO INSIEME. - NON SMETTERE DI DESIDERARE, DI AMARE, SOLO NON PRETENDERE DI CAMBIARE GLI ALTRI, DI COSTRINGERLI.
SOPPORTA IL VUOTO SAPENDO CHE NON SEI SOLO VUOTO.
HAI DA RECUPERARE LA TUA DIGNITÀ MORALE, SENZA ASPETTARE TEMPI INDEFINITI O RITORNI NON SERI - COMPRA FIORI
Per rispondere, sono tornato alla Prima Lettera ai Corinzi di San Paolo Apostolo, Capitolo 13, e a The tree of Life di Terrence Malick.
The tree of life - Terrence Malick. Capolavoro assoluto, come tutti i suoi film, per me.
Le suore ci hanno insegnato che ci sono due vie per affrontare la vita. La via della natura e la via della grazia. Tu devi scegliere quale delle due seguire. La grazia non mira a compiacere se stessa.Accetta di essere disprezzata, dimenticata, sgradita. Accetta insulti e oltraggi.La natura vuole solo compiacere se stessa. E spinge gli altri a compiacerla. Le piace dominare. Le piace fare a modo suo. Trova ragioni di infelicità quando tutto il mondo risplende intorno a lei. E l'amore sorride in ogni cosa. Ci hanno insegnato che chi ama la via della grazia non ha ragione di temere. Io ti sarò fedele, qualsiasi cosa accada.
La “carità” , tradotto da agàpe, non è un’emozione che arriva.
È una forma dell’amore che si riconosce da come sta al mondo.
Non cerca il proprio interesse.
Non reagisce subito.
Non tiene il conto dei torti.
Sta dalla parte della verità.
E dura, anche quando non conviene. Detto in modo più secco: è il contrario dell’uso. L’altro non serve. L’altro vale. E allora alcune cose cadono.
Non è amore il talento.
Non è amore capire tutto.
Non è amore nemmeno fare cose “grandi”.
Puoi fare molto, e restare vuoto.
Qui torna utile Aristotele: una virtù è un’abitudine. Si costruisce. Non si improvvisa. Ma Paolo spinge oltre: fede e speranza servono quando non vedi.
L’amore, invece, è già un anticipo di visione. Qualcosa che somiglia a un “faccia a faccia”. E allora la domanda resta: come si impara? Non c’è una tecnica. Tre movimenti, però, sì:
Si riceve. Si pratica, soprattutto quando non viene naturale.
Si ripulisce, da orgoglio, invidia, calcolo.
A un certo punto succede questo: smetti di usare l’altro per riempire un vuoto.
E inizi a restare, senza possedere.
C’è poi il punto scomodo, soprattutto per accaniti femministi e femministe moderni: “Scusa tutto, spera tutto, sopporta tutto” . Non è farsi male in silenzio. Semmai è resistenza. Non ridurre l’altro al suo errore. Non spezzare subito il legame. Perché serve forza, non ingenuità.
Chiaramente non v'è una risposta chiusa.
Solo questa soglia: quando l’amore smette di chiedere qualcosa per sé, comincia a esistere davvero, e quando smetti di chiedere all’altro di salvarti, puoi iniziare ad amarlo.

Quindi, per riassumere, accettare di non essere amati è doloroso per ragioni che condividiamo quasi tutti. Desideriamo che l’altro desideri ciò che vogliamo noi. E quando questo non accade, invece di guardare i fatti, iniziamo a interpretarli. Qui nasce l’errore. Non valiamo per lo sguardo che l’altro ha, o non ha più, su di noi.
E il dolore più grande, spesso, non è perdere qualcuno, ma perdere il futuro che avevamo immaginato insieme. Quel futuro va lasciato andare.
Perché un futuro, da soli, non si costruisce in due.
Non smettere di desiderare.
Non smettere di amare.
Ma smetti di voler cambiare l’altro.
Sopporta il vuoto, sapendo che non sei solo vuoto.
E recupera la tua dignità, senza restare sospeso in attese infinite o ritorni poco seri.
Santa Madre Teresa di Calcutta una volta ha detto:
Se ami finché fa male non ci potrà essere ulteriore dolore...ma solo più amore.
Questa frase è tratta da un film che il mio amico Daniele mi ha consigliato di guardare tre anni fa e che mi è tornato in mente solo ora.
oggi hai l'aria stanca.. perché sei triste?
Dicono che in primavera si debba rinascere.
Ma nessuno ti spiega come si fa quando il cuore si rompe proprio mentre i mandorli fioriscono. Umberto Galimberti in una primavera estiva nel 2011 ricordo dal Cluana di Civitanova Marche per il festival di Popsophia, scavò in me, allora diciannovenne, questo solco:
L'amore è l’ospite inquietante, perché è una forza che ci spossessa di noi stessi. E quando l’altro se ne va, resta il vuoto occupato subito da una presenza violenta, che è l'eco della perdita del senso e del significato di ciò che ci è accaduto e che stiamo vivendo. Pensavo che il dolore fosse un errore. Che il desiderio fosse una linea retta verso la felicità.
Poi ho capito altro leggendo Lacan. Innamorarsi, in inglese, è falling in love: cadere. E forse c’è un valore etico proprio in questa caduta.
Se hai amato davvero, anche chi non ti ama più, allora non hai perso tutto. Hai vissuto in conformità al tuo desiderio. E questo, in qualche modo, resta.
Qui entra una cosa che mi ha aiutato rileggendo Ogni storia è una storia d’amore di Alessandro D'Avenia. Quando qualcosa si rompe, saltano i ruoli.
Il professore, il direttore, quello che “tiene tutto insieme”.
Resta una persona. Finalmente. E forse è lì che l’amore diventa possibile. Non quando siamo interi. Ma quando possiamo smettere di fingere di esserlo.

Questa "Maledetta Primavera" è allora un esercizio di dilatazione dell'anima: per ricevere più vita, dobbiamo prima accettare che il sacco si allarghi, anche se per farlo deve spaccarsi. Già Rainer Maria Rilke diceva che in fondo, la Primavera è fatta per sbocciare, anche se non siamo pronti, anche se abbiamo subito un dolore, anche se soffriamo. Pasqua cade sempre in Primavera. Passaggio di Resurrezione. Dopo tutto quello che ci siamo detti, non voglio chiudere pesante.
C’è un modo più leggero; non superficiale, leggero.
Quella pagina che tutti, almeno una volta, andiamo a cercare.
Sulla La Gazzetta dello Sport, su un giornale lasciato al bar, sul telefono appena svegli. L’oroscopo. Quando capita a me di leggerlo, faccio questa domanda. So come mi sento e come sto, vediamo se la letteratura sa dirmi dove mi trovo, e se ci riesce allora la letteratura funziona. Se fallisce, allora non è letteratura, e quindi non mi interessa. Non leggerlo quindi per sapere cosa succede, ma per trovare corrispondenza tra come ti senti e dove sei.
Ariete
Smetti di correre verso l’altro come fosse un oggetto. Impara l’arte della mancanza.
Toro
La sicurezza può diventare una tana. La bellezza, spesso, entra dalle crepe.
Gemelli
Sei pieno di parole non dette. Attento: il silenzio prima o poi farà il suo lavoro.
Cancro
Smetti di controllare le storie. Torna a guardare negli occhi.
Leone
Meno scema, più verità. La tua forza è la fragilità che mostri.
Vergine
L’amore esiste solo se ha il coraggio di sporcarsi col desiderio. Nessun puritanesimo please.
Bilancia
Cerchi equilibrio ovunque. Ma l’amore, a volte, pesa da una parte sola.
Resta lo stesso.
Scorpione
La tua intensità è una porta. Il che non significa che non si apra su un errore.
Sagittario
Viaggia, ma ricorda: la città sono le persone, non le strade.
Capricorno
Sei ciò che fai, ma di più sei ciò che rimane quando smetti di fare.
Acquario
Non nasconderti. La tua verità ha bisogno di spazio.
Pesci
Piangi pure. L’amore è il modo che la vita ha trovato per sfidare la morte.
E allora forse “Maledetta Primavera” non è una maledizione.
Ma un punto. Un punto messo a una storia. Siamo qui per onorare chi ha perso tutto e, proprio lì, ha trovato se stesso.

Le parole esistono perché esiste il silenzio.È nel silenzio che la musica trova spazio e respiro.E dopo aver capito, non resta che tornare a ballare. Per cui dopo lo spettacolo vi aspetto al Caffè Novecento per un after party che non finirà.