Ogni volta che esce un nuovo album di Kanye West, la musica è quasi sempre la seconda cosa di cui si parla. Da pochi giorni è uscito Bully, il suo nuovo annunciatissimo progetto. Sicuramente ci sarà modo di discutere di questo disco, ma prima credo che la musica vada vissuta per poterla giudicare appieno.
Stavolta però di positivo c'è che il dibattito social è indirizzato totalmente verso la musica, tra chi grida al genio ritrovato e chi lo definisce ormai un artista finito.
Durante la sua carriera questi sono stati casi isolatissimi, dato che i motivi principali delle notizie che lo hanno sempre riguardato sono stati scandali vari, affermazioni totalmente discutibili e comportamenti sopra le righe.
Ma come per ogni celebrità, le persone spesso dimenticano che Kanye è semplicemente una persona, con emozioni, sentimenti, e soprattutto uno stato di salute mentale più che particolare.


WYOMING ERA

Verso la fine del 2016 gli viene diagnosticato il disturbo bipolare: una patologia segnata da sbalzi estremi tra euforia e depressione, che alterano percezione e comportamento. Una condizione difficile da gestire, soprattutto sotto i riflettori globali e che è stata spesso strumentalizzata dai media, alla ricerca costante della dichiarazione più controversa, utile a generare attenzione e viralità sfruttando il suo nome.
Infatti, dal 2016 in poi, l’artista si ritrova immerso in un flusso continuo di controversie. In pochi si sono soffermati sulla sua necessità di aiuto.
Questo grido di aiuto in realtà, è arrivato da Kanye in persona, più precisamente l'1 giugno 2018, data di uscita del suo ottavo album in studio: Ye.

Questo disco nasce durante il suo periodo in Wyoming (che verrà definito come Wyoming Era), una delle epoche di massima creatività della sua intera carriera. Dopo le prime grandi controversie (tra cui dichiarazioni molto discusse sulla schiavitù della comunità afroamericana), decide di isolarsi in un ranch nello stato del Wyoming per concentrarsi solo su ciò che gli viene meglio: la musica.
Da queste sessioni in studio nascono diversi progetti iconici del calibro di Kids see ghosts con Kid Cudi, KTSE e Daytona rispettivamente di Teyana Taylor e Pusha T, per i quali fa interamente da produttore esecutivo e direttore artistico; e soprattutto il sopra citato Ye ritenuto uno dei suoi più grandi capolavori.
Questo articolo analizzerà proprio questo disco entrando nella mente compromessa di un genio musicale.

Montagne del Wyoming
Montagne del Wyoming

Un album di sole sette tracce, che trascinano l’ascoltatore in un viaggio scomodo e oscuro, ma profondamente riconoscibile. Un percorso dentro le pressioni, la psiche e la depressione dell’artista.
La cover ritrae le montagne del Wyoming, viste dal ranch in cui si era ritirato. Un luogo che diventa simbolico, perché è qui che prova a ritrovare una forma di pace, lontano dalle pressioni che lo circondano. La frase I hate being Bi-Polar it's awesome anticipa perfettamente il tema del disco.
Anche il titolo ha un significato molto forte, dato che Ye è il nome che Kanye affiderà ad una frattura interna che nel disco viene narrata come doppia identità. Una dualità che lui stesso associa al suo disturbo bipolare, tanto che nel disco si riferisce spesso a sé stesso in questo modo.


I THOUGHT ABOUT KILLING YOU

Mi immagino la faccia di chi ha ascoltato Ghost Town, la canzone più famosa di questo disco, e che per curiosità ha deciso di ascoltare tutto l'album, per poi ritrovarsi I thought about killing you come prima traccia. È difficile immaginare un’apertura più spiazzante.

Questo pezzo non è quasi neanche definibile una canzone, ma più un flusso di pensieri. Kanye abbandona qualsiasi struttura tradizionale e costruisce un vero monologo interiore senza nessuna particolare cadenza, dando voce a pensieri che normalmente restano nascosti, senza filtri, senza alcun tipo di vergogna o paura. La strumentale è cupa ma allo stesso tempo ti trascina in uno spazio sospeso, in cui siamo piazzati esattamente all'interno dei suoi pensieri.
Inizia parlando della silenziosa guerra all'interno della sua testa, dove bellezza ed oscurità convivono, come due verità che si rifiutano di eliminarsi a vicenda. Da qui inizia a esplorare la sua diversa identità, arrivando a toccare temi come il suicidio. Il titolo stesso della traccia è rivolto a sé stesso.
Questa sua doppia natura bipolare lo porta allo stremo tant'è che ama così tanto se stesso da pensare al suicidio, per poter finalmente avere un po' di pace, nel tentativo di liberarsi da una parte di sé che percepisce come un intruso. È un continuo oscillare tra identità diverse, fino a perdere stabilità.
La barra "just say it out loud, just to see how it feels" allude alla consapevolezza che una via d’uscita esiste, ma che ormai non riesce più a percepirla. Per questo prova a darle una voce, solo per capire cosa si prova a sentirla.
La usa onestà diventa quasi spirituale, accettando pensieri che la maggior parte delle persone ha anche solo paura di ammettere, come se dirli ad alta voce potesse dare una forma ai fantasmi con cui convive.
In questo modo rimette al centro la propria narrativa: confrontare i propri impulsi e pensieri più profondi certe volte è l'unica via per riconnettersi con se stessi.

Non appena l'808 entra nella canzone, tutto inizia ad essere più estremo ed emotivo. Il dolore che viene descritto come un buio totale, al punto da far perdere qualsiasi idea di un sole, e che per sfogarsi urla fino a perdere completamente la voce. Sente le cose così forte da non riuscire ad ascoltare più nulla.
La traccia risulta quindi essere il ritratto di un uomo che sta cercando di capire la sua stessa mente, usando la verità cruda come unica forma di pace.
Al termine di tutto ciò ammette di essere vuoto, questo sbalzo continuo di emozioni così estreme lo porta a non provare più nulla. Questo è un momento in cui l'artista riesce ad essere lucido e veritiero con se stesso, ma ciò non dura molto.

Il beat switch rappresenta esattamente l'inizio della fase maniacale, quella in cui crede di essere invincibile e superiore. Passa dalla disperazione alla grandiosità, dal dubitare di se stessi al sentirsi un dio, tutto nel giro di pochi istanti. Parla dei suoi problemi finanziari, dei litigi con Jay-Z e accusa i media di sfruttarlo. Dato che vogliono soltanto che lui sia il più fuori di testa possibile per poter fare notizia, Kanye è disposto a dare loro esattamente quello che vogliono.


YIKES - ALL MINE

Queste due tracce si muovono nella fase maniacale del disco, ovvero la prima metà. Di conseguenza hanno un'impronta meno cupa e nettamente più focalizzata su temi meno profondi rispetto al resto del disco.

La seconda traccia è Yikes ed è qui che emergono le prime manifestazioni delle sue sofferenze emotive. Affronta la terrorizzante verità che il posto più pericoloso che conosce è all'interno della sua stessa testa. Precipita fra esperienze psichedeliche quasi mortali e alti che lo fano sentire intoccabile, anche se lo avvicinano sempre di più all'autodistruzione.
Ciò emerge principalmente nel ritornello, in cui cita le medicine che assume e la sua condizione che finisce per spaventare anche lui stesso.
Nelle strofe non è particolarmente profondo, anzi. Riprende alcuni diverbi con Wiz Khalifa e allude alla situazione fra Drake e Pusha T, che in quel periodo era esplosa in un vero e proprio dissing che avrebbe attirato le attenzioni di tutta la scena hip hop americana.
Il momento più significativo arriva nell’outro di questo pezzo in cui, per la prima volta, viene accettata la presenza di una doppia identità: Kanye e Ye.
La traccia si conclude poi con un urlo pieno di adrenalina, a richiamare la fase maniacale che questo pezzo rappresenta, mentre l’album continua a spingersi verso gli abissi più oscuri dell'inconscio.

La terza traccia All Mine invece si concentra sulle dipendenze, soprattutto quella riguardante la sessualità, usata come forma di escapismo per tranquillizzare una mente che si muove troppo veloce per essere controllata.
All'interno del ritornello cita addirittura il midollo allungato, parte del cervello responsabile delle funzioni del corpo che vengono svolte involontariamente. Questo per spiegare come queste dipendenze, e in particolare la donna di cui parla in questa canzone, gli facciano perdere il controllo, facendogli fare cose che effettivamente lui non vorrebbe fare.
A causa di queste continue distrazioni, non riesce a pensare neanche al futuro, dato che quando non ha il controllo è completamente assorbito dal presente.
È consapevole che lasciandosi trasportare in questo modo, rischia di compromettere la sua vita e ciò a cui tiene. Per questo la barra "Almost what got Tristan single, If you don't ball like him or Kobe" in cui cita Tristan Thompson sembra più un avvertimento per se stesso.
Dopo questo eccesso, però, il disco cambia direzione: la realtà e soprattutto la lucidità tornano a farsi sentire, entrando in gioco nella quarta traccia.


WOULDN'T LEAVE - NO MISTAKES

Questa sezione centrale del disco è nettamente quella più autoconsapevole. Viene rappresentato il momento della fine della fase maniacale, con conseguente ritorno alla lucidità che porta a riflettere su se stessi, e sulle persone che si ha intorno.

In Wouldn't leave, quarta canzone, Kanye è finalmente uscito dalla morsa del suo stato euforico e riesce a vedere le cose con i propri occhi. Ringrazia la moglie, Kim Kardashian, per essergli rimasta accanto anche nei momenti più complicati e per averlo supportato anche nelle sue decisioni più sbagliate nonostante tutto.
Mette in discussione il suo stesso amore, perché l'instabilità rende più fragile la fiducia anche quando questa è vera. Per tutto quello che le ha fatto vivere, ammette che non l’avrebbe biasimata se fosse andata via.
Viene così esposta la contraddizione che è protagonista ormai dell'identità dell'artista: lo stesso ego, euforia e reattività che ha costruito la carriera di cui va fiero è la stessa forza che sta mettendo a rischio il suo matrimonio. Allo stesso tempo scusarsi pubblicamente e fare un passo indietro risulterebbe quasi come un arrendersi e deporre quella brillantezza che l'ha portato ad avere successo.
Dedica quindi questa canzone a tutte le donne forti come sua moglie, che sono bloccate in relazioni complicate che le portano ad incastrarsi in situazioni che non si meritano.

Lo stesso tema ritorna anche nella quinta canzone No Mistakes. Qui descrive la relazione come un tiro alla fune, nella quale si impegna ignorando però il fatto di non essere sano o stabile; il tutto riassunto nel ritornello: "Make no mistake, girl, I still love you".
Si vede peggiorato dato l'ultimo anno confusionario che ha vissuto, anche attraverso dettagli minimi, come la barba bianca lasciata crescere come segno di trascuratezza.
Stavolta però Kanye, parlando apertamente delle sue fragilità, lo fa per la prima volta all'interno del disco, recuperando quella fiducia in se stesso che lo ha sempre contraddistinto. La traccia quindi esprime molto il tema dell'ego usato come armatura: non accetta critiche o rivalità perché credere in se stesso è l'unico modo che conosce per sopravvivere alla pressione.
In conclusione questa traccia suona come una ricostruzione della propria confidenza. Kanye non cambierà se stesso ma anzi accetterà la contraddizione di voler bene a qualcuno nonostante la sua caotica e orgogliosa personalità. Tutto ciò ci porta alla prossima canzone, la più importante per dispersione.


GHOST TOWN

Una canzone che riesce a trasformare il caos mentale in una sensazione di liberazione: questa è Ghost Town. Il significato del brano può essere analizzato, ma funziona anche senza spiegazioni: ognuno può trovarci qualcosa di personale. Anche solo musicalmente è in grado di trasmettere una sensazione difficile da definire. Il titolo cattura perfettamente la realtà dell'artista: una vita piena di fama e attenzioni ma che allo stesso tempo viene percepita come vuota e desolata.

Questo brano esprime come Kanye sia sull'orlo del collasso, sognando tranquillamente un futuro in cui potrà finalmente eliminare il caos, dopo aver combattuto per la sua sopravvivenza. Spiega come i suoi pensieri maniacali derivino dall'esaurimento, facendo riferimento alla domenica, il giorno in cui, nella Bibbia, Dio si riposa dopo la creazione; al contrario Kanye non si è mai concesso una pausa, anche a causa del suo perfezionismo, che risulta essere uno dei suoi tratti più potenti, ma anche più distruttivi.
Arriva così alla conclusione che non potrà mai mettere tutti d’accordo, ma nonostante ciò continua a non riuscire a ignorare le critiche.
Questo lo porta a un’epifania: capisce che la felicità non sta nell’accettazione degli altri, ma nella pace con sé stessi. Questo obiettivo gli sembra però irraggiungibile. Non importa quale terapia o percorso provi, Kanye si allontana sempre di più da se stesso e dalle cose che ama.
A questo punto emerge uno spiraglio più confortante espressa dalla barra "Some day the drama'll be gone, and they'll play this song on and on". L'artista è consapevole di avere una personalità narcisistica e che spesso parla come se avesse preso un bicchiere di troppo, ma mentre non è esattamente quello che vorrebbe essere oggi, un giorno prima o poi ha fiducia che riuscirà a trovare la propria pace.

Il momento più potente arriva nell’outro, interamente affidata a 070 Shake, che ci permette di avere una visione più precisa. Versi come "I put my hand on a stove, to see if I still bleed" rappresentano una persona che sta testando il proprio dolore, non più certo se sia ormai insensibile o ancora capace di provare qualcosa di vero.
Kanye, crescendo tra Hollywood, delusioni d'amore e pressioni, ha spezzato quel legame con la sua parte più autentica e le sue radici, con il sé bambino. È diventato quasi anestetizzato: non sente più nulla.
E proprio per questo, paradossalmente, si sente libero. Questo è il motivo per cui finalmente accetta la sua condizione mentale compromessa, e anzi la considera un superpotere.
Alludendo al concetto di libertà, la canzone si trasforma in una speranza che l'accettazione di se stessi porterà al perdono della propria persona, in modo tale da poter di nuovo ritrovare la pace.


VIOLENT CRIMES

Questa è l'ultima delle sette canzoni ed è la chiusura perfetta di un percorso così intimo. Può essere definita come la rappresentazione delle lacrime di Kanye West, la sua forma più fragile e vulnerabile; rientrando inevitabilmente anche questo tra i pezzi più importanti della sua intera carriera.

Dopo aver iniziato ad accettare se stesso e le proprie fragilità, Kanye si ferma a riflettere su chi gli sta accanto e su quanto i suoi comportamenti abbiano un impatto su di loro. Si concentra principalmente su sua figlia, tanto che il ritornello assume il tono di una vera e propria ninna nanna.
Il suono è cupo, quasi a richiamare la notte, che è il momento della giornata in cui il subconscio trova più spazio. È lì che emergono i pensieri che durante il giorno evitiamo, nascosti dal rumore e dalle distrazioni.
Fa i conti col proprio passato, dato che l'essere diventato un genitore lo forza finalmente a confrontare il modo in cui ha oggettificato e trattato le donne durante la sua vita.
Per tutta la sua carriera ha raccontato di modelle, eccessi e desiderio. Ma ora ha un'altra prospettiva: quella da padre. Vedere il mondo attraverso il futuro della propria figlia lo terrorizza, dato che da uomo, sa bene quanto questi possano essere spietati e superficiali, soprattutto nei rapporti umani e nei comportamenti.
Ha paura del karma e che i suoi comportamenti passati potrebbero ripresentarsi sotto forma di un uomo che sua figlia potrà incontrare un giorno. Nonostante questi rimorsi sa che non può più nascondersi dalle sua responsabilità e dalle conseguenze che ne derivano.
In conclusione questa canzone trasforma il senso di colpa in amore incondizionato: una promessa che nonostante la crescita e la conseguente ribellione della figlia, lui sarà sempre al suo fianco a difenderla.


CONSIDERAZIONI FINALI

Ascoltare questo disco è un’esperienza difficile da ridurre a una semplice analisi, perché i temi che affronta sfuggono sia al mainstream che alla classica profondità costruita. Più che un album, è un manifesto sulla salute mentale, sull'emotività e sulla psiche più profonda di una persona. Ha avuto il merito di portare questi temi, che spesso restano ancora un tabù, a un pubblico enorme. Ma, più di ogni altra spiegazione, resta centrale l’esperienza personale di chi ascolta. Ora si avrà una visione più consapevole sui testi e sulle canzoni, ma rimane il fatto che la parte più bella della musica è l'interpretazione personale e come scegliere di viversi determinati pezzi. Mai come qui è necessario costruirsi una propria opinione sia sull'artista sia su questo progetto, perché i temi trattati chiedono attenzione, non consumo veloce. Qui non resta il personaggio, resta la persona, facendo comunque emergere il genio musicale.

Dopo averne attraversato i significati, il resto è una scelta: entrare davvero in questo viaggio, oppure restarne fuori.