"Tanto sono tutti uguali"
"A me non interessa la politica"
"Bisogna avere amici in politica così se ti serve qualcosa ci sono loro"
"Io a mala pena so chi è Sindaco"
Queste che avete appena letto sono solo alcune delle frasi che sento ripetere più spesso quando parlo con qualcuno di Politica, poco importa il tema di cui si discute, l'età di questa persona o che ricaduta avrà quel tema sulla sua vita, è quasi un automatismo: "la Politica è inutile", sempre e comunque.
Dati Istat confermano purtroppo questo calo della cosiddetta partecipazione invisibile (informarsi e discutere di Politica): dal 2003 al 2024 la percentuale di uomini che si informano regolarmente di Politica è scesa dal 66,7% al 54,3% mentre nelle donne si è passati dal 48,2% al 42,5%.
È sulle nuove generazioni però il dato più basso: si informa di politica almeno una volta a settimana il 16,3% dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni, mentre dai 18 ai 24 anni si arriva al 34,6%.
Ultimo dato, promesso: sono circa 7 milioni e mezzo le persone dai 14 anni in sù a vivere in famiglie in cui non si parla mai di Politica, e poco più di 6 milioni vivono in nuclei familiari in cui nessuno se ne informa.
Vi lascio comunque il link per chi volesse approfondire:
Ai numeri però succedono le riflessioni e io voglio sgomberare subito il campo: le responsabilità di questo problema sono condivise.
Della Politica certo, che ha abbandonato gli spazi di confronto, ascolto e dialogo per ripararsi in luoghi sicuri o "guidati" in cui poter continuare a fare solo propaganda.
Delle Istituzioni che non sempre riescono a creare spazi di partecipazione democratica vera.
Dell'Informazione che, resa un po' schiava dalla frenesia dei social oltre che dai finanziatori, cerca più l'interazione facile che il contenuto vero.
Ma la responsabilità è soprattuto la nostra.
Forse infatti, un po' di autocritica ci fa bene: la classe Politica che abbiamo è l'esatto specchio della società che siamo. È il risultato del disinteresse che proviamo nei confronti della nostra democrazia.
Quello di cui sto parlando è un vero paradosso: lo stesso cittadino che ha un problema di cui si lamenta, poi non si informa su ipotesi di risoluzione o non si attiva per perorare la propria causa.
Quando invece lo fa, sono esperienze momentanee, non permanenti, mobilitazioni una tantum che si esauriscono in se stesse.
Lo abbiamo visto con il Referendum Giustizia e, a livello locale, con le varianti Agriforest e Cristallo.
Esempi, a prescindere dal merito, in cui la mobilitazione ha avuto un impatto mediatico-politico importante.
Ma qui, il paradosso.
Finito il referendum, affossata la variante, ognuno a casa propria.
Manca, in buona sostanza, un metodo costante di partecipazione politica, un'occasione per stabilizzare questa mobilitazione capitalizzandone il potenziale.
Manca la Politica vissuta come impegno personale per contribuire al benessere collettivo.
Manca continuità, abitudine.
Perché la Politica va, appunto, abitata responsabilmente ogni giorno.
E qui, queste righe che leggete.
Quando mi è stato chiesto di dare un mio contributo al Magazine, ho subito iniziato a pensare a come fare per cogliere al meglio questa opportunità.
La prima cosa che mi è venuta in mente è stato dare un significato a tutto ciò, cercare davvero di lasciare un messaggio a chi deciderà di leggermi.
Ho deciso di scrivere questo e i prossimi articoli non per convincere qualcuno a pensarla come me, non per fare propaganda.
L'obbiettivo è molto più semplice: cercare di riportare la politica nella vita quotidiana.
Nei prossimi mesi, a cadenza regolare, proverò a raccontare approfondimenti, riflessioni e storie che riguardano il nostro territorio e non solo, nella speranza che qualcuno possa poi appassionarsi al tema del caso, andare a leggersi una delibera o assistere ad un consiglio comunale o semplicemente parlare di Politica con amici e parenti.
Provare nel mio piccolo a diminuire quei 7 milioni e mezzo di persone che non parlano mai di Politica.
Perché la Politica appartiene a tutti noi e il primo passo per migliorarla è smettere di pensare che se occuperà qualcun altro al posto nostro.
P.S.: vi lascio i miei contatti Instagram, se volete mi potete seguire anche li:)