C’è stato un momento, esattamente pochi giorni fa, in cui l’Italia economica ha avuto l’occasione di guardarsi allo specchio e di scoprirsi improvvisamente moderna, competitiva e capace di giocare alla pari con i giganti della Silicon Valley. È suonata la campanella a Wall Street, e sul tabellone luminoso del Nasdaq, il tempio mondiale dell'alta tecnologia e dei capitali più esigenti del pianeta, è comparso il nome di Bending Spoons.

Bending Spoons al debutto sul Nasdaq. Fonte: Bloomberg

Un'azienda orgogliosamente italiana, fondata da giovani talenti, che sbarca nel mercato azionario globale per eccellenza.

Eppure, sfogliando i principali quotidiani nazionali la mattina seguente, la sensazione è stata quella di un'occasione clamorosamente mancata. Per trovare traccia di questo traguardo storico bisognava armarsi di pazienza e scavare nelle pagine interne, oltrepassando fiumi di inchiostro dedicati all'ennesima speculazione sui tagli dei tassi di interesse della BCE, ai venti di guerra internazionali e all'immancabile cronaca politica di palazzo.

La più grande vittoria del tech italiano degli ultimi anni è stata declassata a semplice notizia di servizio. E questo silenzio non è solo una svista editoriale: è il sintomo di un'incapacità cronica del nostro Paese di comprendere le nuove metriche del valore globale.

Un impero globale costruito sul codice (e sull'intangibile)

Per capire la gravità di questa disattenzione mediatica, bisogna prima comprendere chi è Bending Spoons e cosa rappresenta. Non stiamo parlando di una fabbrica nel senso in cui il nostro Paese è storicamente abituato a intenderla. Non ci sono capannoni sterminati, non c'è logistica pesante, non c'è la classica linea di montaggio.

La sede milanese di Bending Spoons. Fonte: Bloomberg

Bending Spoons produce software, un bene totalmente intangibile ma dal valore inestimabile. Sviluppa applicazioni basate sull'intelligenza artificiale per l'editing di foto e video (come i successi planetari Splice e Remini) e ha attuato, negli ultimi anni, una coraggiosissima campagna di acquisizioni. Ha rilevato e rilanciato colossi storici del web globale, come Evernote e Meetup, dimostrando una solidità manageriale e una spietata efficienza operativa che hanno lasciato a bocca aperta gli analisti d'oltreoceano. Le loro linee di codice girano oggi sugli smartphone di centinaia di milioni di utenti in ogni angolo del globo.

Questa azienda ha dimostrato empiricamente che si può costruire una multinazionale del digitale mantenendo il quartier generale a Milano. Ha smontato, pezzo per pezzo, il luogo comune secondo cui l'Italia è destinata a essere solo un Paese specializzato esclusivamente nei settori del Food, Fashion & Furniture. Bending Spoons ha esportato tecnologia pura, scalabile e ad altissimo margine di profitto, competendo negli stessi ecosistemi dominati da Apple, Google e Meta.

Il peso del Nasdaq: la "Champions League" dei capitali

La quotazione al Nasdaq non è un semplice esercizio di vanità finanziaria o un traguardo puramente tecnico. È la consacrazione definitiva, l'ingresso nella "Champions League" dell'innovazione. Quotarsi a New York significa avere accesso a una profondità di liquidità e a una tipologia di investitori che in Europa semplicemente non esistono.

Il logo del Nasdaq esposto al Nasdaq MarketSite di Times Square a New York, Stati Uniti, 3 dicembre 2021. REUTERS/Jeenah Moon

Significa ottenere le risorse necessarie per continuare a fare acquisizioni aggressive, ma soprattutto significa posizionarsi sul mercato per attrarre e trattenere i migliori ingegneri e manager del mondo. In nazioni come gli Stati Uniti, la Francia, o il Regno Unito, un'operazione finanziaria di questo calibro avrebbe monopolizzato le aperture dei telegiornali e i talk show economici. Avrebbe innescato un dibattito nazionale su come il governo e le istituzioni possano favorire la nascita di altre dieci, cento Bending Spoons.

In Italia, invece, continuiamo a guardare al software, al cloud e al mondo del SaaS (Software as a Service) con un misto di diffidenza, superficialità e incomprensione.

Il paradosso italiano: l'ossessione per ciò che si può toccare

Perché la stampa italiana snobba un evento simile? La risposta risiede in un profondo analfabetismo digitale che pervade la nostra cultura economica.

L'Italia ha costruito la sua identità nel Dopoguerra sulla manifattura, sull'industria pesante e sull'artigianato di altissima qualità. Siamo culturalmente programmati per ammirare ed esaltare ciò che possiamo toccare con mano: una bella automobile, un vestito di alta sartoria, un macchinario di precisione, un prodotto enogastronomico d'eccellenza. Se un'azienda apre un nuovo stabilimento fisico o assume cinquecento operai metalmeccanici, la politica taglia i nastri e i giornali applaudono.

Se, al contrario, un'azienda scrive un algoritmo capace di generare decine di milioni di euro di valore e di espandersi in tutto il mondo in una frazione di secondo, il nostro ecosistema fa fatica a riconoscerle lo status di "industria vera". Questo scollamento tra la realtà dell'economia globale (dominata proprio dai colossi del software) e la nostra percezione provinciale è un lusso che non possiamo più permetterci.

Cambiare la narrazione per ispirare il futuro

Ignorare o sminuire l'IPO di Bending Spoons non è solo un errore giornalistico; è un danno per le nuove generazioni.

Negli ecosistemi maturi, il successo di un'azienda tech genera un effetto a cascata potentissimo. Si crea la cosiddetta "mafia", nel senso virtuoso del termine (come accadde per PayPal negli USA): i dipendenti che si arricchiscono con la quotazione in borsa escono dall'azienda, diventano angel investor e fondano a loro volta decine di nuove startup, alimentando un ciclo di innovazione continua che irrobustisce l'intera nazione. Inoltre, il successo visibile e celebrato genera emulazione: spinge un giovane programmatore a credere che il suo progetto possa scalare il mondo senza dover per forza emigrare a San Francisco.

Finché la stampa e la politica italiana continueranno a occupare le prime pagine solo con le beghe di palazzo o con le dinamiche dei settori tradizionali, relegando i nostri campioni digitali alle retrovie, l'Italia rimarrà un Paese economicamente zoppo.

Bending Spoons ha suonato la campanella a Wall Street, ma quella stessa campanella dovrebbe servire da sveglia per tutti noi. L'innovazione tecnologica non è un settore alieno riservato a pochi eccentrici, ma l'unica vera materia prima con cui plasmare la competitività futura dell'Italia. Sarebbe davvero l'ora di accorgercene, e di iniziare a festeggiare.